L’investigazione informatica consente di rientrare in possesso di file contenenti informazioni e dati importanti perduti a seguito di cancellazione accidentale o danneggiamento o, peggio, in caso di eliminazione volontaria con atti di sabotaggio ai danni di un’azienda. I dispositivi di immagazzinamento dati sui pc (hard disk, floppy disk, zip, ecc.) possono contenere al proprio interno elementi probatori o informazioni che solo un investigatore informatico è in grado di estrapolare: ad esempio, una contabilità parallela o una corrispondenza segreta, ecc. In Italia la figura professionale del preposto all’indagine si è meglio definita con l'avvento della legge n.397 del 7 dicembre 2000, la quale fissa le disposizioni in materia di indagini difensive, in cui l'informatico acquisisce la veste di consulente tecnico.